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Dislessia come vantaggio esplorativo


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Tu da che parte la osservi, la dislessia? Con questo, intendiamo che c’è sempre più di una prospettiva da cui osservare ogni cosa, gli accadimenti, i fenomeni. In un articolo del suo blog, la psicoterapeuta Nicoletta Cinotti commenta con parole semplici ma potenti che “cambiare prospettiva cambia il nostro modo di vedere le cose. Gli eventi rimangono uguali ma ci condizionano diversamente.”


Dislessia: le parole sono importanti


Cambiare il modo di osservare un fenomeno come la dislessia, o un altro DSA, può fare una differenza enorme – per chi ha un DSA, per la società tutta. Un conto è dire “disturbo”, parola medica, precisa, certo, ma dai toni non esattamente positivi. Un altro è dire “neuro-diversità”, parola che non contiene in sé accezioni negative. Le parole che scegliamo, dunque, ci aiutano a cambiare prospettiva sulle cose. Ma anche la ricerca scientifica fa la sua parte, ed è una parte fondamentale, perché basata su sperimentazioni e dati attendibili. Per esempio, una recentissima ricerca inglese ci dice qualcosa di nuovo sulla dislessia, facendocela vedere sotto una nuova – e bellissima! – prospettiva.


Dislessia: da difficoltà a opportunità


Il 24 giugno 2022 la rivista Frontiers in Psychology ha pubblicato i risultati di uno studio della Università di Cambridge: la dislessia è un’opportunità, in varie situazioni. Dunque, da disturbo a opportunità, il cambio di prospettiva è davvero notevole! I ricercatori non negano le difficoltà di chi ha DSA, ma mettono in luce anche le potenzialità cognitive.

Ecco le conclusioni a cui sono arrivati gli scienziati:

  • le difficoltà di chi ha DSA derivano da un compromesso cognitivo tra l’esplorazione di nuove informazioni e lo sfruttamento di quelle esistenti;

  • questo tipo di esplorazione porta a un vantaggio, definito “specializzazione esplorativa”, per cui, proprio per via delle loro limitazioni, le persone con DSA sono più pronte ad esplorare nuove opportunità e vie alternative e inusuali, in vari contesti;

  • questa specializzazione esplorativa aiuta a spiegare le difficoltà in compiti come leggere e scrivere.


Dislessia, esplorazione, adattamento


La “specializzazione esplorativa” spiegherebbe perché le persone con DSA sono attratte da aree come la scoperta, l’invenzione, l’innovazione, la creatività. Spiegherebbe anche la loro tendenza verso professioni in qualche modo legate all’esplorazione, come arte, architettura, ingegneria o il mondo dell’imprenditoria. In sostanza, le persone con DSA hanno un cervello più adatto all’esplorazione dell’ignoto e del nuovo.

Dislessia come limite? Oggi la ricerca ci dice che è un’opportunità esplorativa!


La ricerca dell’Università di Cambridge fornisce un’altra osservazione molto interessante – se non rivoluzionaria. Suggerisce, infatti, che molto probabilmente la dislessia ha avuto un ruolo cruciale nell’adattamento dell’uomo agli ambienti mutevoli – dando quindi un enorme contributo alla sopravvivenza della specie umana.

Cioè, le persone con dislessia, grazie alle loro abilità, hanno contribuito, sul piano evolutivo, alla straordinaria capacità di adattamento della nostra specie.


Per cui è importantissimo sapere che una persona con DSA non ha solo limitazioni, ma anche punti di forza cognitivi, che andrebbero valorizzati in ogni situazione.

Ed è alla valorizzazione che tende la startup torinese Paperbox, con i suoi precorsi di potenziamento, strutturati proprio per affiancare chi ha uno o più DSA nella trasformazione dei limiti in opportunità!



Scritto da Verusca Costenaro - verusca.costenaro@gmail.com


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